Prossima fermata: Ginevra. Prochain arret: Genève.

Sono passate poco più di tre settimane da quando sono arrivata qui a Ginevra ed è tutto nuovissimo per me.

È stato tutto puramente casuale, non era affatto nei programmi, eppure eccomi qui. Del resto, non mi piace star ferma.

Non vorrei dilungarmi sulla città, perché non è un articolo a scopo turistico, posso solo dire che è esattamente come la immaginiamo: pulita, ordinata, bella, tutto funziona come deve funzionare e si, se ve lo state chiedendo, Si.

COSTA TUTTO UN BOTTO.

Ma passiamo alle cose importanti:

Com’è la mia figura professionale in Svizzera?

– L’igienista dentale svizzero non possiede un titolo di laurea come in Italia, ma frequenta una scuola specializzata superiore (SSS), presso le seguenti sedi:

  • Ecole supérieure d’hygiénistes dentaires a Ginevra
  • Medi; Zentrum für medizinische Bildung a Berna
  • Careum Bildungszentrum a Zurigo
  • Prophylaxe Zentrum a Zurigo

Il percorso dura 3 anni, alla fine dei quali, si ottiene il diploma di igienista dentale. Il programma di studi varia in base alla scuola e si divide in parte teorica e periodo di stage presso studi dentistici privati.

Hanno un’associazione professionale, ovvero, la Swiss dental hygienists.

– “Hanno competenze in più rispetto alle nostre?”

Si, possono effettuare esami radiologici (rx endorali, ossia le radiografie piccole che prendono pochi denti alla volta).

– In alcuni cantoni, possono esercitare in maniera autonoma. Mi è capitato, infatti, di vedere studi di igiene dentale, o meglio, “Cabinet d’hygiene dentarie”, in giro per la città.

– Non si lavora come liberi professionisti, a meno che non si voglia aprire uno studio proprio. Quindi, NIENTE PARTITA IVA.

– Non servono integrazioni particolari per poter lavorare come igienista dentale con titolo di studio italiano, ma ovviamente, occorre farlo riconoscere alla Croce Rossa Svizzera.

– Anche qui, l’igienista dentale, lavora senza assistente. Ed io che pensavo succedesse solo da noi!

– Se l’igienista dentale trova una carie o qualsiasi altro problema, deve rimandarlo all’odontoiatra, esattamente come da noi.

– I pazienti ci tengono tantissimo a fare prevenzione: Non saltano mai i richiami di igiene orale professionale ed è, infatti, più difficile trovare pazienti con problemi parodontali gravi.

Sono molto preparati, osservano la loro bocca anche a casa e sanno riconoscere una macchia che prima non c’era, del tartaro e così via. Conoscono gli strumenti di igiene e, anche se ammettono di non usarlo tutti i giorni («.. Pas tous les Jours!»), sanno cos’è lo scovolino. Anche perché “spazzolino da denti”, in francese, si dice “brosse à dent” e scovolino, si dice “brossette”, quindi, penso sia più facile ricordare come si chiama lo strumento!

C’è stato chi, addirittura, mi ha detto di usare sia il filo interdentale, sia lo scovolino. È lì, quasi mi sono commossa.

I pazienti ascoltano con attenzione tutto quello che gli si dice e seguono quasi alla lettera tutte le indicazioni, gli strumenti di igiene orale consigliati e i richiami di igiene professionale, poi certo, ci sono sempre i pazienti un po’ pigri.

Hanno una predilezione particolare per gli spazzolini Curaprox (forse perché giocano in casa, è una azienda Svizzera) e ne ricordano persino il numero di setole, ossia il numero scritto sul manico dello spazzolino.

Questo è il modello più utilizzato: clicca qui.

Per quanto riguarda gli spazzolini elettrici o sonici, i più utilizzati sono questi:

Philips Sonicare (cliccaci su)

Waterpik (cliccaci su)

Curaprox hydrosonic (cliccaci su)

Ma anche lo spazzolino elettrico Oral B ha il suo ruolo.

La maggior parte dei pazienti usa l’Elmex sensitive, perché buona parte di loro riferisce di avere sensibilità ai denti. È un marchio molto diffuso anche nei supermercati e farmacie, insieme a Candida, Curaprox, Meridol e Tebodont.

Per gli scovolini (o brossette!), utilizzano molto i Curaprox e i soft pick della Gum, ovvero gli scovolini in gomma, perché li trovano pratici e sono più invogliati ad utilizzarli (eccoli: clicca qui).

Inutile dire che i pazienti sono sempre puntualissimi (del resto, sono in Svizzera!) e non annullano mai gli appuntamenti, ma se dovessero farlo, avvertono immediatamente. Questa cosa, in particolare, sarà sicuramente apprezzata dai miei colleghi italiani.

I pazienti conoscono la nostra figura professionale, la rispettano e danno peso a tutto ciò che gli diciamo. Pur chiedendoci comunque un parere, sanno che devono rivolgersi al dentista per problematiche che non sono di nostra competenza. Non rimangono basiti se sanno di doversi rivolgere a specialisti diversi anziché un generalista.

Bene, spero vi sia piaciuto questo “diario di bordo”, per ora è tutto. Spero vada sempre meglio questa nuova avventura!

Lucia.

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